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Catacomba e basilica di S. Alessandro

 

Catacomba e Basilica di S. Alessandro all'altezza del km 12 della via Nomentana, dopo l'incrocio della via Cesarina,presso un'area di servizio, è visibile, per una lunghezza di 150 metri, un tratto del basolato della via antica; e in prossimità del km 13, dove la strada è delimitata da platani, è possibile scorgere sul lato destro la basilica di S. Alessandro con il cimitero attiguo.
 
L'intero complesso venne alla luce durante gli scavi del 1854, condotti nella tenuta del Coazzo per rintracciare testimonianze dell'antica città di Ficulea. Un'iscrizione rinvenuta all'interno di un edificio sotterraneo, portò all'identificazione dell'antico oratorio di S. Alessandro martire.
 
La basilica fu eretta nel II secolo d.C. per commemorare il martirio di Evenzio, Teodulo e Alessandro, ma la sua struttura definitiva, composta da due ambienti basilicali contrapposti, risale al IV secolo ad opera di Urso, vescovo dei vicini centri di Ficulea e di Nomentum, con i quali la Basilica appare sempre in stretta relazione.
 
Sul piano del pavimento si prospettano due sale diametralmente opposte: a destra è ancora visibile l'altare che circonda e protegge il sepolcro dei due santi Alessandro e Evanzio. L'altare, arricchito di marmi preziosi, presenta il lato rivolto verso il corpo della basilica finemente lavorato con un motivo ad archi sovrapposti; al centro una finestrella rettangolare permette di vedere il sottostante sepolcro, bisomo, rivestito da lastre di marmo ancora intatte.
 
La grande aula basilicale contrapposta all'oratorio presenta sulla soglia due colonne corinzie, in fondo l'abside semicircolare volge la parte convessa su via Nomentana, al centro una nicchia rettangolare dovette, con molta probabilità, contenere una cattedra episcopale.
 
Il cimitero si sviluppa su un solo piano con una rete di gallerie comunicanti. Inserite su alcune lastre di copertura è possibile scorgere le ampolle di vetro che contenevano liquidi odorosi adoperati nel rito della deposizione.

 

 

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