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Torraccio della Cecchina - Mausoleo

 

Torraccio della Cecchina sulla via Nomentana, all'altezza del km 9,200 il sepolcro è conosciuto come Torraccio della Cecchina dal nome della vasta tenuta che si estendeva ai due lati della via Nomentana e di proprietà, nel '500, della famiglia dei Cecchini Si tratta di un sepolcro in laterizio, a pianta quasi quadrata, diviso internamente in due camere sovrapposte secondo uno schema diffuso nel II secolo d. C. Quella al piano inferiore è un piccolo vestibolo coperto con volte a botte, che ne permette l'ingresso, ed è illuminata da due piccole finestre strombate, aperte nella copertura a crociera.
 
La camera superiore, destinata al culto funerario, era accessibile da una scala esterna addossata al lato posteriore del sepolcro; sono rimaste tracce dei gradini e della copertura del vano.
Esternamente, il sepolcro è caratterizzato da una cortina laterizia bicroma che, su una leggera zoccolatura di base, mette in risalto i pochi elementi architettonici e ornamentali; sulla facciata mattoni rossi si ammorsano lateralmente con i mattoni gialli dei lati mentre quest'ultimi sono usati, sempre sulla fronte, a evidenziare le ripartizioni della trabeazione, a tetto a doppio spiovente, che doveva essere sormontata dal frontone ora perduto, e come riquadro delle due finestrelle strombate, che originariamente schermate da transenne marmoree, erano ornate da colonnine laterali sorreggenti un timpano.
 
Si accede al sepolcro dal lato opposto alla strada, attraverso il piccolo vestibolo che permette di entrare nella camera inferiore, ipogea, con tre arcosoli - di cui uno con parete di fondo curvilinea - ricavati come vani per le deposizioni, e illuminata da due piccole finestre.

 

 

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