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A)
Via Tiburtina
Antica: La via Tiburtina, antica
strada di collegamento con la città latina di Tibur (tivoli),
da cui prende il nome, fu prolungata, con il nome di Valeria,
non più tardi del 286 a.C., dal console Marco Valerio Massimo,
fino al territorio degli Equi e dei Marsi e successivamente,
attraverso il territorio dei Peligni e dei Vestini,
all'Adriatico, facilitando a Roma l'estensione del proprio
dominio politico in quelle regioni. La via usciva dalle mura
serviane per la Porta Esquilina conservata nel rifacimento
augusteo noto come Arco di Gallieno, a ridosso della chiesa di
S.Vito; passava quindi sotto l'arco a un solo fornice, in
travertino, eretto da Augusto e poi utilizzato nella
realizzazione della nuova cinta urbana, voluta da Aureliano nel
271 d.C., come parte interna della Porta Tiburtina. Fiancheggia
quindi la Basilica di S.Lorenzo fuori le mura, con le catacombe
di Ciriaca, nell'ambito del cimitero del Veran0, e, sul lato
opposto, quelle di Novaziano e di S.Ippolito. ***
La Tiburtina antica
dopo aver superato il Fosso della Marranella, si mantiene a sud
della Tiburtina moderna fino a Ponte Mammolo. Tra il III e il IV
miglio della strada antica era la Villa di Aquilo Regolo, ricordata
da Marziale, da identificarsi forse con quella messa in luce tra via
galla Placidia e via dei Clluniacensi nell'ambito del Parco
Tiburtino. Presso il V miglio, la strada antica superava il fiume
Aniene con il ponte Mammolo e proseguiva in direzione NNE fino
all'altezza di via Casal de Pazzi, dove continua mantenendosi sempre
a settentrione della strada moderna fino al fosso del Cavaliere
presso il Km 17, poco oltre il confine comunale, tranne un breve
tratto tra via del Casale di S.Basilio e il Fosso di Pratolungo.
Numerosi sono i tratti della strada antica scoperti tra Ponte
Mammolo e Settecamini. Dei numerosi sepolcri che fiancheggiano la
Tiburtina antica tra il V e il IV miglio non rimane più nulla; il
grande mausoleo circolare presso l'attuale via di Casal de' Pazzi è
stato completamente demolito negli anni Quaranta, mentre
nell'urbanizzazione del territorio sono state risparmiate soltanto
poche strutture relative a un luogo di sosta presso via S.Cannizzaro,
il nucleo cementizio di un sepolcro presso via Padre Lino da Parma,
dove è conservato fuori posto il cippo in travertino con
l'indicazione del VI miglio, e un tratto della via antica con
strutture funerarie e resti di un vasto magazzino presso il Km
10,300. Presso il fosso di Pratolungo, dei tratti della via scoperti
recentemente, uno è visibile presso la Rnault Italia. Dal Casale
Tabaccaia fino al bivio di Settecamini, il tracciato della via
Tiburtina antica è ben riconoscibile: in corrispondenza del Km
12,600, dove rimane visibile un sepolcro databile all'inizio del II
sec. d.C., al Km 13,400 presso il Casale Bonanni, presso gli studi
cinematografici della Titanus e in prossimità degli storici casali
di Settecamini e del Forno e alle spalle dell'elegante chiesetta
settecentesca di S.Francesco dove è visibile un tratto lastricato
della via antica con iresti di una stazione di posta. Altri tratti
lastricati della via Tiburtina antica sono satati messi in luce
inoltre presso via Rubellia, al 14,500 e soprattotto al Km
14,600-14,900, dove è stato scoperto in posto il cippo indicante il
nono miglio e la via antica è fiancheggiata da alcuni sepolcri di
età tardo repubblicana prima età imperiale e da una taverna. Da
qui si staccava il diverticolo che raggiungeva l'antica città di
Ficulea recentemente individuata nella tenuta di Marco Simone.
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